33 TEMI di diritto civile, penale e amministrativo 2019 Scontato

33 TEMI di diritto civile, penale e amministrativo 2019

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Come si imposta e si struttura un tema in sede di concorso? Qual è la giusta lunghezza e la corretta proporzione fra le varie parti del tema? Qual è il modo più efficace per iniziare e per concludere l’elaborato? Cosa si può dare per sottinteso e cosa, invece, deve essere esplicitato? Entro quali limiti sono consentiti riferimenti a questioni diverse, ma collegate a quelle specificamente oggetto della traccia?
Queste sono soltanto alcune delle più frequenti domande che, ogni anno, mi vengono rivolte dai ragazzi che seguono il corso per la preparazione al concorso in magistratura.
Devo ammettere che non sempre è facile rispondere in maniera esaustiva, perché, al di là di alcune indicazioni di metodo, nella maggior parte dei casi il “taglio” da dare al tema varia a seconda, da un lato, delle richieste della traccia e, dall’altro, dello stesso livello di conoscenza che il candidato ha degli argomenti su cui verte la trattazione.
In linea di massima, la qualità del tema (anche sotto il profilo strettamente formale o redazionale) è direttamente collegata al livello di conoscenza delle questioni che la traccia chiede di affrontare.
Il tema, infatti, è, in estrema sintesi, “sostanza che diventa forma”.
Se manca la sostanza (perché i contenuti sono scarni, basici o banali) è quasi impossibile che si riesca a scrivere un buon tema.
Prepararsi alla prova scritta del concorso significa, quindi, in primis, lavorare al meglio sui contenuti, cercando giorno dopo giorno di acquisire il più alto livello di conoscenza possibile, consapevoli che l’approccio non può essere quello didascalico e scolastico, che talvolta caratterizza una parte degli studi universitari.
Per quanto queste considerazioni possano sembrare ovvietà, mi preme richiamarle, perché ho constatato che una delle più diffuse false convinzioni che aleggiano nel variegato ambiente della formazione finalizzata al concorso in magistratura è che da qualche parte ci sia un “metodo miracolante”, che permetterebbe di scrivere su qualsiasi argomento, persino senza conoscerlo. Capita così che si sprechino risorse, tempo ed energie a scrivere temi parafrasando il codice o la legge, magari inserendo qua e là qualche principio generale nel tentativo di impreziosire la parafrasi.
La strada, insomma, non è scrivere e basta; semmai scrivere quanto basta per acquisire (o riacquisire) quella dimestichezza con la penna che i lunghi anni dell’Università (in cui spesso si scrive poco) possono aver fatto scemare.
Il Temario che si dà alle stampe nasce da questa convinzione.
Lo scopo principale è rispondere sul campo alle domande che ho citato all’inizio. Il miglior modo per spiegare come scrivere un tema, in fondo, è scriverlo, fornire esempi concreti di svolgimento, modelli da cui attingere per acquisire uno stile espositivo e una tecnica redazionale.
Questa è anche la ragione per la quale ho deciso di dedicarmi personalmente alla redazione di tutti i temi. Sono convinto che l’autore unico sia un valore aggiunto, specie al fine di tracciare un percorso omogeneo, di lasciare, appunto, un modello di riferimento univoco.
I trentatré temi sono stati scritti di getto, uno dopo l’altro, quasi senza interruzione, in un tempo relativamente breve, ma molto intenso.
Anche questo aspetto ha un suo significato: sono temi “autentici”, scritti “a braccio”, come lo sarebbero stati in sede concorsuale (salva, ovviamente, l’indicazione puntuale di alcuni riferimenti giurisprudenziali utili al lettore).
Nella scelta degli argomenti e nella formulazione delle tracce ho privilegiato le questioni che hanno maggiore rilevanza concorsuale, cercando, però, di dare spazio anche ad argomenti apparentemente di nicchia, ma caratterizzati da un grande spessore concettuale (ad esempio la proprietà temporanea e la rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare; la retroattività dell’atto amministrativo; il ruolo del consenso nei reati colposi e, più in generale, le conseguenze della scelta consapevole della persona offesa di esporsi al pericolo).
Ogni tema è preceduto da uno schema di svolgimento, in cui si individuano per punti i passaggi essenziali. Anche questo serve a simulare la stesura concorsuale, in quanto, come dico spesso ai miei allievi, un momento centrale nella redazione del tema è la stesura dello schema, nel quale devono già individuarsi le tappe cruciali del percorso e i collegamenti essenziali.
La principale speranza dell’autore è di offrire un prodotto di qualità, utile anche al fine di studiare o ripassare gli istituti fondamentali per ciascuna delle tre materie.
Sono convinto, infatti, che il Temario sia (se così si può dire) un “genere letterario” molto utile ai fini della preparazione al concorso.
Un testo importante quanto lo sono i manuali di base, un testo che ogni concorsista dovrebbe avere.
Qualche giorno fa, ad esempio, mi è capitato di ritrovare nella mia biblioteca, sommerso da tanti altri libri, un “piccolo volumetto” di Pareri svolti di diritto penale per l’esame di avvocato, edito da Cedam a fine anni Novanta, con il prezzo ancora in lire, curato da Paolo Pisa.
Ho notato subito le sottolineature a matita, i post-it colorati per richiamare gli argomenti più importanti, addirittura la copertina foderata per preservarlo dall’uso e dal tempo.
Sfogliandolo mi sono ricordato di come quel “volumetto” di pareri svolti mi abbia aiutato non solo a superare l’esame di avvocato, ma anche a svolgere il tema di penale del concorso in magistratura e, soprattutto, mi abbia fornito strumenti e concetti, che ancora oggi sono presenti in alcune mie lezioni di diritto penale.
Insomma, era un piccolo testo di grande qualità, che mi è stato prezioso e al quale sono ancora grato.
Ecco, sarei felice se questo Temario potesse, anche in minima parte, dare al lettore quello che a me diede quel volume di pareri svolti.
Qualche parola, per concludere, sul numero 33, cui abbiamo deciso, forse con un azzardo, di dare una rilevanza anche in copertina.
Come forse molti sanno, nella numerologia (e non solo) il 33 è un numero particolarmente importante e affascinante. È, infatti, un numero “maestro”, che simboleggia, fra l’altro, la capacità di mostrare i propri talenti. È un numero che richiede impegno e responsabilità, perché indica il percorso da seguire per realizzare gli obiettivi.
E allora, visto che il Temario vuole essere uno strumento offerto ai lettori per raggiungere un risultato professionale importante e ambizioso, ci è sembrato che il 33 potesse essere quanto meno un modo per dire a tutti buona fortuna, che non basta mai, specie, per sdrammatizzare citando una canzone pop, se cerchi ancora la luna.

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